Kolber Background Non Per Giocatori

Descrizione psicologica

Kolber è buono, ha un cuore grande quanto le sue dimensioni suggeriscono, è veramente un bonaccione, è simpatico e pimpante.
È anche molto ingenuo, il suo buon cuore lo porta spesso a fidarsi troppo del prossimo, gli è capitato fin troppe volte di pagare troppo per merci di scarsa qualità o di fare di favori a sconosciuti che poi non si fanno più vedere.
Ultimamente si sta sforzando di attenuare la sua tendenza a fidarsi degli sconosciuti ma sembra che fatichi nell’impresa, il sorriso gli esce spontaneo e continua a commettere gli stessi errori di un tempo, per fortuna ha trovato ……………….. che spesso parla al posto suo e gli evita di fare figuracce e di rimanere fregato da gente più furba di lui.
Kolber è una persona all’apparenza semplice e un po’ stupida, ma in realtà il suo pensiero è molto profondo, è una persona sensibile e meditativa in grado di capire concetti complessi, addirittura la sua conoscenza tocca il campo della magia, della quale ha una blanda conoscenza, ancora non riesce a canalizzare le forze magiche ma confida che un giorno riuscirà a raggiungere una conoscenza più profonda del suo spirito guida e a utilizzare le energie magiche di cui esso dispone.
In combattimento Kolber è una persona molto attenta, la sua filosofia è questa:
“esiste un arma giusta per ogni situazione, la prima difficoltà del combattimento sta nel scegliere il giusto arnese con cui affrontare l’avversario”
Nonostante sia un valente combattente ritiene futile uccidere se non per estrema necessità, il suo periodo di comunione con la natura gli ha insegnato a rispettare la vita e a considerarla una cosa sacra, anche di fronte ad un brigante tenta sempre di disarmarlo e se risulta incapace di farlo tenta di stordirlo o di farlo fuggire, odia uccidere se non per cacciare.

Anni 0

Kolber, nasce nei pressi del villaggio di Iwish nella “Grandwood forest”, suo padre è un tagliaboschi, un uomo solitario che ha scelto di vivere fuori dalla comunità e che porta a vanti il mestiere di famiglia con orgoglio; la madre era una calzoalia e dopo essersi sposata è andata a vivere con il marito diventando donna di casa.

Anni 2

Nasce il fratellino di Kolber : Iansen

Anni8

Kolber si rivela un ottimo aiutante per i lavori faticosi della madre: la aiuta nel compito di conciatura e lavorazione della pelle, impara a creare scarpe e stivali va spesso in paese per fare compere e vendere le merci create in casa, in questo modo la madre ha più tempo per il fratello e per la casa siccome il padre sta spesso via per settimane prima di tornare a casa.
Conosce molte persone in paese e si fa degli amici, anche lui inizia ad allontanarsi da casa preferendo la compagnia dei suoi amici a quella del fratellino.

Anni 16

Il padre non accetta che Kolber stia diventando un calzolaio e inoltre non gli piace che il figlio si stia sempre di più avvicinando alla società del villaggio che lui ripudia; decide così di iniziare a portarlo con se nei suoi viaggi per insegnagli il mestiere del tagliaboschi, temprargli il fisico ed allontanarlo dalle insidie che il villaggio nasconde.

Anni 19

Kolber è ormai un uomo, è diventato alto come suo nonno e forte come suo padre: veramente un gigante, la dura vita nei boschi ha sviluppato i suoi muscoli e irrobustito le sue ossa; nonostante ciò suo padre non è fiero di lui, dice che non ha la stoffa del boscaiolo e spesso lo rimprovera per la sua leggerezza nel concludere gli affari, gli rimprovera di avere sempre la testa tra le nuvole e di essere un inconcludente; Kolber inizia ad odiare suo padre.

Anni 21

Iansen sta diventando grande e inizia a seguire Kolber e il padre nei loro viaggi, a differenza di Kolber, Iansen sembra molto più intraprendente e il padre diventa presto fiero di lui, nonostante la rivalità i due fratelli sono molto uniti e in questi anni si crea un forte legame tra di loro, nei momenti di pausa i due fratelli si allenano a combattere, e con i consigli dei molti cacciatori amici di suo padre con cui spesso condividono il rifugio imparano le basi del combattimento.

Anni 23

In uno sfortunato incidente di lavoro il padre rimane sotto un albero tagliato da Kolber, i figli lo salvano, ma una delle sue gambe penzola senza vita, il padre si fa portare dai figli verso una zona poco frequentata dove vivono dei druidi.
Codesti salvano la vita al padre ma la gamba è irrecuperabile e sono costretti ad amputarla.
Kolber rimane affascinato da queste persone e del modo in cui vivono, e nei pochi giorni nei quali vengono ospitati Kolber capisce che il mestiere del tagliaboschi non era la sua vocazione.
Il padre accusa Kolber di essere la causa del suo infortunio nonostante le circostanze fossero poco chiare: Kolber sostiene che il suo albero sia caduto nel posto giusto e che suo padre fosse nel posto sbagliato, il padre invece sostiene il contrario dicendo che il figlio non ha mai imparato a direzionare il taglio nella maniera corretta.
Un anziano druido, un certo Haragen, nota il grande dolore dentro Kolber e l’astio del padre nei suoi confronti, così, sorprendendo Kolber mentre girovagava afflitto tra gli abeti, gli chiese cosa lo turbasse e Kolber si aprì descrivendogli il suo dolore.
Haragen lo rincuorò dicendogli che lui non aveva nessuna colpa, e iniziò a spiegargli di come la foresta si a viva e di come ogni albero tagliato sia un dono che la foresta fa agli uomini che vivono in essa, gli disse che come tutte le creature la foresta quando si sente minacciata si difende e che probabilmente è stato il volere della foresta a far cadere l’albero sul tagliaboschi, probabilmente la foresta si è sentita minacciata da lui e lo ha punito con i suoi metodi; si dice che la foresta sia in grado scrutare nell’animo degli uomini e di capire il loro vero essere più di quanto loro stessi non sappiano fare.
Dopo l’accaduto il padre rimase a casa per il resto dell’anno e la famiglia tirò avanti con il lavoro della madre e di Kolber

Anni 24

Era inverno e il cibo iniziava a scarseggiare siccome il lavoro della madre non era abbastanza redditizio per tutti e quatto, la situazione famigliare inoltre andava peggiorando, il padre essendo costretto ad una vita sedentaria era cambiato ed era diventato più duro e burbero di quanto non lo fosse già prima e stava diventando difficile per i fratelli Woodberad vivere sotto lo stesso tetto con lui.
Così, sotto invito della madre, i fratelli si spinsero fuori casa per cercare la loro strada e cercare di sostentare come potevano la famiglia; Iansen cercò di continuare il lavoro del padre ma venne attirato dalle colonne di fumo dei carbonai e iniziò ad imparare questo delicato mestiere; Kolber invece tornò a cercare i druidi che lo avevano tanto impressionato ma si smarrì e passò tre giorni sulle colline, senza riuscire a procurarsi cibo e rischiando di essere ferito o ucciso dai numerosi animali della foresta.
La sua avventura si concluse con l’incontro con un grosso cervo che lo atterrò e lo fece svenire dato la sua ormai esaurita vitalità; si svegliò al cospetto di Haragen in una strana abitazione ricavata all’interno di un albero; Kolber gli spiegò del suo tentativo di trovare i druidi, ma i l’anziano lo zittì dicendo che tutto è avvenuto come natura vuole, era destino; gli disse che la foresta aveva udito le sue intenzioni e che gli erano stati concessi due mesi nei quali Haragen gli avrebbe suggerito la via per trovare se stesso.
L’anziano druido ospitò Kolber per due lunghi mesi nei quali gli insegnò molte cose che lui nemmeno si poteva immaginare: gli insegnò a cacciare e a rendere grazie dei doni ricevuti, gli insegnò ad ascoltare la voce della foresta, gli insegnò a combattere con la forza dell’orso e l’astuzia del lupo e soprattutto gli fece conoscere il proprio totem “l’orso”, gli insegnò parlare con lui e di conseguenza a capire chi fosse veramente, quali fossero le sue aspirazioni e i suoi sogni, non doveva più essere quello che suo padre voleva che fosse, doveva essere semplicemente sé stesso.
Poi un giorno Haragen gli disse che era venuto il giorno di separarsi, lui aveva resistito al richiamo della natura troppo a lungo, e che ora doveva proseguire il suo pellegrinaggio, in esilio dalle sue genti e verso un destino che ancora non conosceva.
Anni 25:Iansen iniziò a portare a casa i propri guadagni ma allo stesso tempo a distanziarsi sempre di più dalla famiglia, sognava di diventare un fabbro e di aprire un’armeria, per cui nei gironi che passava a casa si allenava a costruire lance e spade con il carbone da lui prodotto, i suoi prodotti venivano poi venduti dal fratello.
Kolber intanto era diventato un abile conoscitore delle foreste ed aveva iniziato a viaggiare in lungo e in largo, era cambiato, ora era molto più sicuro di se ed aveva trovato la sua vocazione, l’esplorazione, la ricerca e una innata vocazione per fare del bene; questi sentimenti scaturirono dal profondo del suo animo e in breve tempo riuscì ad ottenere importanti incarichi in luoghi lontani dai quali tornava con cospicui compensi, merci rare nuove esperienze da raccontare.

Anni 26

Kolber nonostante il sui pellegrinaggi tornava regolarmente a casa e dava ai genitori tutto quello che le sue tasche potevano permettergli, in questi periodi il padre non faceva altro che rimproveralo dicendo che doveva trovarsi un occupazione stabile come suo fratello che era diventato un fabbro in una bottega a Iwish.
Kolber non se la prendeva più di tanto siccome sapeva che egli era anziano e inoltre era un uomo d’altri tempi, ormai lo aveva perdonato per le sue mancanze e gli voleva comunque un mare di bene, il padre invece persisteva nel plagiarlo ad ogni occasione e a ricordargli che era colpa sua se ormai era solo un vecchio storpio.

Anni 27

Dopo aver aiutato un importante funzionario del feudatario locale Sir……………… venne offerto a Kolber un ingaggio come guarda-strada, egli accettò l’incarico vedendolo come un’ottima opportunità di accontentare suo padre, trovando un lavoro fisso e di perseguire la sua vocazione di fare del bene, altra cosa che lo attirava era che nonostante sarebbe diventato una guardia al servizio di Sir……………… avrebbe comunque mantenuto buona parte della sua libertà senza doversi trasferire in città e continuando a vivere nella sua amata foresta.
Venne addestrato al combattimento da valenti istruttori e diventò un abile combattente, nonostante la sua mole era rinomato per la sua agilità con le lance e la sua risolutezza nell’efficace utilizzo dello scudo.

Anni 28

Il padre di Kolber fu molto felice della strada intrapresa dal figlio e dopo 5 anni passati a rimuginare sui fallimenti di se stesso come padre e sull’incapacità di suo figlio; finalmente riuscì di nuovo ad abbracciare suo figlio e addirittura a dirgli che, in fondo, anche se avrebbe voluto vederlo diventare un abile boscaiolo, era fiero di lui.
Kolber era molto felice di avere risolto la situazione famigliare ma ora aveva altri problemi: il suo lavoro di guardia si era rivelato molto diverso da come si era presentato: si ritrovò a contatto con un mondo di ladri, banditi, fuggiaschi e traditori; scoprì che il mondo poteva apparire molto diverso da come se lo immaginava e che a volte i pericoli potevano celarsi dietro le persone all’apparenza più innocue.
Intanto, Iansen era diventato un esperto fabbro e aveva prelevato la bottega del vecchio fabbro dal quale aveva imparato il mestiere, per un po’ continuò a gestire la bottega da solo poi si decise a spendere i suoi risparmi per aprire una attività di maggior respiro.

Anni 29

L’anno successivo Iansen si trasferì in città dove gli affari erano più prolifici e divenne uno dei principali fornitori di armi in asta e frecce dell’esercito di Lord…………..; nonostante ciò rifiutò la ghiotta offerta di diventare il fabbro di corte e preferì rimanere un libero commerciante, una scelta ardita per una persona così giovane; nonostante questa ardita scelta, i suoi affari andavano a gonfie vele e poco dopo prese nella sua bottega giovanissimi apprendisti e gli insegnò il mestiere.
Intanto Kolber stava sviluppando un senso di ostilità verso i nobili e i borghesi, spesso vedeva i risultati delle loro azioni e venne a contatto diretto con la loro malvagità quando si ritrovò invischiato in un caso di tradimento, le accuse erano di aver favorito la fuga di un assassino che faceva il doppiogiochista presso Sir…………. e ha tentato di avvelenarlo.
Per colpa della sua ingenuità l’assassino riuscì a passare il confine del feudo e ad andarsene impunito, fu solo grazie alle argomentazioni di un certo……mick..….. un paladino che stava inseguendo lo stesso assassino da tempo, che riuscì ad evitare di essere processato e di finire in prigione, nonostante ciò perse la fiducia di Sir………………. che lo sollevò dall’incarico di guardastrada.
Aveva perso il lavoro ma non aveva perso la dignità anzi, era uscito da questa faccenda con qualcosa di più, un amico, ……mick… si rivelò un uomo d’onore che era mosso da alti ideali molto simili ai suoi; ………mick….. era un cavaliere d’altri tempi uno di quelli che appaiono nelle storie dei bardi, votato a fare del bene, come lui, e proteggere tutto ciò che c’è di buono in un mondo malato, dove l’inganno e la tirannia sono all’ordine del giorno.
Decise di non dire nulla alla sua famiglia dell’accaduto per non dare un grosso dispiacere al vecchio padre, non riuscì comunque a nascondere la verità al fratello che lo conosceva bene e sapeva distinguere quando aveva qualcosa da nascondere; per ora sembra che anche Iansen non abbia intenzione di spifferare nulla, ma egli insiste perchè prima o poi si decida a dirlo ai genitori.

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