Kay Demon (background)

Nato ad Harvester 20 nella Gulthmere forest, ha 124 anni. Prega Aerdrie Faenya. Alto 185 cm per 138 libbre. Capelli rame, occhi argento.

Dall'infanzia a Greyhawk

Kay è nato bel bosco di Bramblewood su un mondo parallelo, Abeir Toril. Il suo aspetto insolito è invece relativamente comune nel suo mondo, dove appartiene alla razza dei cosiddetti "elfi del sole", o ar'tel 'quessir nella loro lingua. Kay Demon nasce nei pressi di Cedarspoke nel 1205 DR, nella foresta di Gulthmere circa duecentoquarantasette anni fa (349 CY secondo il calendario Oeridian).
I genitori, di sangue nobile entrambi, erano uniti lontanamente da un ramo nell'albero genealogico che risaliva a circa due generazioni prima e che si era spezzato per motivi ignoti creando non pochi dissidi all'interno della famiglia..
Sibrelir, il padre, proveniva da una stirpe di guerrieri che furono nelle varie generazioni riconosciuti come “Eroi” di Gulthmerindlaar.
Lui stesso ora era capitano di una elite di combattenti pronti e difendere il regno molto abili conosciuti come i Leoni Bianchi.
La madre Imizael proveniva da una famiglia di maghi che dopo la diatriba interna decise di spostarsi ad insegnare magia nell'università di Westgate.
Venne proposto ad Imizael di accettare come suo sposo Sibrelir per terminare le ripetute incomprensioni interne della famiglia e allo stesso tempo di ritrovare un perduto contatto con la foresta, luogo di origine della razza elfica e della sua stessa stirpe.
La proposta fu una vera e propria imposizione poichè Imizael non vedeva di buon occhio il suo futuro marito, e anche Sibrelir venuto a conoscenza del rifiuto prese la faccenda in malomodo.
Ma la volontà delle due famiglie ebbe il sopravvento sulle situazioni personali dei due.
Fù così che Sibrelir e Imizael si unirono nel vincolo del matrimonio.
Poco tempo dopo venne richiesto di procreare un figlio per sancire definitivamente la pace tra le due famiglie e terminare le malelingue venutesi a creare tra le altre casate.
Questo figlio sarebbe stato consacrato a Nobanion, il dio Leone, in un immensa festa.
…Ma la natura spesso toglie ma a volte da… Quello che doveva essere un parto singolo si trasformò in un parto gemellare.
I due gemelli erano talmente belli alla nascita che la pretessa di Hanali Celanil gridò al miracolo.
Il primo ad uscire dal ventre materno fu proprio Kay che venne battezzato con questo nome atipico poiché il padre nel vederlo nascere esclamò l'urlo usato in battaglia dai Leoni Bianchi quando caricano il nemico.
La secondogenita venne chiamata Elanor che è il nome attribuito dagli elfi a un fiore dorato che ha la forma di una stella abbastanza difficile da trovare e ricorda inverosimilmente gli occhi di questa splendida fanciulla e ne celebra la rara bellezza.
I due ebbero un infanzia piuttosto comune ma non goderono di un particolare affetto da parte dei propri genitori visto la loro storia.
Ben presto arrivarono a dieci anni di vita (paragonati agli umani) giocando e scorrazzando per gli immensi possedimenti dei genitori. Erano due bambini molto vivaci e incontenibili spesso facevano arrabbiare i genitori, oltretutto il padre aveva un educazione abbastanza marziale che si scontrava con quella della madre piuttosto libertina creando confusione nella crescita dei due gemelli.
La madre cercava di portare i figli dalla sua parte, anche a livello di “carriera”, mentre il padre era sicuro che sarebbero diventati dei combattenti.
Kay era particolarmente vivace, strafottente e piuttosto irrispettoso, questo anche verso gli ospiti e gli amici di famiglia.
Man mano che cresceva sentiva il bisogno di distinguersi in tutto ed essere il migliore rispetto a tutti gli altri. La sorella cresceva nell'esempio del fratello.
Il padre sognava sempre più una carriera militare gloriosa per il suo unico figlio maschio, cosa che non successe per l'atteggiamento eccentrico di Kay.
La leggerezza di Kay ne precludeva l'atteggiamento rigoroso che un militare deve avere, per lui dovere attenersi ad un regolamento etico e morale era cosa impossibile.
Un atteggiamento che prese dal padre e che Kay esasperò fu la dedizione nei propri interessi. Non c'era cosa in cui Kay volesse essere secondo tra i suoi coetanei e anche con la sorella la competizione era all'ordine del giorno.
Era capace di alzarsi all'alba per andare a nuotare proseguire di corsa fino a un suo rifugio personale, cercarsi il cibo, riposarsi ancora allenarsi per poi tornare a casa la sera.
La sorella spesso seguiva Kay, trovava nel fratello e nell'arte della musica le sue più grosse felicità, e anche la magia della madre la interessava.
Malgrado questo i due non disdegnavano comunque delle ricchezze dei propri genitori.
Arrivarono a tredici anni e in quest'età avvenne il profondo cambiamento in Kay.
Un nobile mercante in stoffe di Westgate di nome Kelladion ospitò Sibrelir a casa sua per una settimana poiché proprio a Sibrelir doveva la sua vita.
Un giorno un grosso carico di merce proveniente da nord-est e diretto proprio a Westgate venne attaccato da degli orchi e da altre creature umanoidi.
L'elite dei Leoni Bianchi che pattugliava le zone proprio in quel momento salvò sia Kelladion sia il suo carico di merce.
Kelladion promise che avrebbe invitato Sibrelir a Westgate e che non poteva rinunciare a questo invito…il mercante voleva assolutamente sdebitarsi.
Sibrelir portò con se Kay e la sorella Elanor.
L'incontro con la “città” per Kay fu il massimo.
Vedere centinaia di persone sparse per le strade, le mille voci di sottofondo le urla dei mercanti e le migliaia di sapori nuovi che gli arrivavano al naso erano per lui una gioia… in pochi istanti capì che il suo futuro sarebbe iniziato oggi, dalla città… da Westgate…
La cosa che più ammirava di questa società “umana” era che uno poteva essere tutto o nessuno ma lui e solamente lui poteva creare questa situazione, le proprie forze ed abilità avrebbero potuto scalare le classi ed i ranghi sociali o al contrario avrebbero potuto cancellarlo dalla faccia Reami.
Questo mise addosso al giovane elfo una quantità di adrenalina tale che iniziò immediatamente a chiedere al padre di fermarsi qui in città da Kelladion per un po' più di tempo.
Il padre ovviamente era contrario ma non c'era verso di convincere Kay a tornare a Cedarspoke oltretutto Kay influenzò anche le scelte della sorella che chiese di conseguenza di potersi fermare insieme al fratello.
Kay cominciò a studiare la lingua per poi proseguire una sua vecchia passione la musica che studiò in una scuola assieme alla sorella molto più brava e creativa di lui.
Per lui Kelladion era praticamente un padre adottivo.
Kelladion era un uomo piuttosto basso e grasso a cui piaceva stare immerso nel cibo e tra le belle donne all'interno della sua casa tra le sue ricchezze.
Aveva una sorta di tuttofare che lo seguiva ovunque e a cui lasciava spesso gli incarichi “domestici”: il suo nome era Tanashi.
Tanashi era un umano proveniente dal lontano est, un orientale non tanto alto ma agile e preparato come pochi.
Trovò in Kay un'ottima materia grezza su cui lavorare ed anche la sorella ne seguiva gli insegnamenti senza però esagerare come faceva il fratello.
Kay imparò a brandire un'arma, a nascondersi, a trovare la posizione migliore in combattimento, a essere silente anche in condizioni estreme ad arrampicarsi su pareti praticamente lisce, gli venne insegnato inoltre come si apre una serratura senza avere una chiave.
Tanashi plasmò un ragazzino dal bel fisico in un ragazzo con un corpo agile e veloce come pochi. Kay aveva un'agilità fuori dalla norma e la sua costanza e dedizione lo migliorarono esponenzialmente.
Anche la sorella ottenne ottimi risultati.
Kay ed Elanor arrivarono al loro diaciasettesimo anno, di tanto in tanto tornavano a trovare i genitori ma la realtà di Cedarspoke non faceva più parte di loro, i due gemelli appartenevano a Westgate ormai.
Una sera dopo aver finto di addormentarsi nelle loro stanze Kay ed Elanor, di nascosto, seguirono Kelladion e Tanashi entrare in una stanza a loro fino a quel momento proibita.
La porta era chiusa ma per Kay fu un gioco piuttosto semplice aprire la serratura per poi tenere socchiusa la porta e spiare al suo interno.
Videro che una riunione era in atto, circa una dozzina di partecipanti era seduta attorno ad un tavolo e ciò di cui si parlava era un potentissimo oggetto magico che era nelle mani di un mago di nome Yantilus che, tra le altre cose, era il padre di una loro amica e compagna di studi al collegio musicale frequentato da Kay ed Elanor a Westgate.
Quest'oggetto era chiamato la Lacrima del Destino e che doveva essere tolto dalle mani di Yantilus al più presto poiché i poteri racchiusi in quest'oggetto potevano dare fastidio alla “Gilda”.
Kay ed Elanor sentirono una mano invisibile prendergli il collo e dopo averli sollevati da terra li trascinò dentro la stanza.
Un mago con una tunica rossa stava simulando, seduto tranquillamente al tavolo, la presa al collo con la mano destra mentre nella sinistra teneva una pipa incisa in avorio.
Iniziò in tutta tranquillità a stringere la mano con un sorriso diabolico… I due gemelli svennerò.
Si risvegliarono nei loro letti con Kelladion e Tanashi che scuotevano la testa sopra di loro con uno sguardo carico di rabbia.
Kelladion spiegò senza giri di parole che il loro errore avrebbe potuto costargli la vità, e poi chi avrebbe detto ai loro genitori che Kay ed Elanor erano rimasti uccisi? Un disastro fu scampato ma allo stesso tempo fu presa la decisione di dare la possibilità a Kay ed Elanor di pagare per il loro errore…
Non potevano scegliere dovevano accettare ed eseguire altrimenti… la morte.
Per rimediare all'errore dovevano impossessarsi della Lacrima del Destino e riportarla alla gilda.
Kelladion chiese le pubbliche scuse all'interno della gilda da parte sua e dei due ragazzi in sua custodia.
La Gilda voleva sfruttare le conoscenze di Kay ed Elanor con la figlia di Yantilus: erano gli unici che potevano entrare nell'abitazione di Yantilus, la figlia Eliedra provava un amore smisurato per Kay non ricambiato fino a quel momento, ma ora utile per la missione che era chiamato a compiere.
Vennero a conoscenza di tutti i particolari delle usanze di Yantilus vennero inoltre informati dell'ubicazione del Cristallo: lo studio del mago.
Arrivo il giorno in cui Kay ed Elanor dovettero agire.
Invitato a cena dallo stesso Yantilus su pressione della figlia Eliedra, Kay si presentò con la sorella che per l'occasione si era camuffata da guardia del corpo maschile di Kay.
Si era mascherata così bene che nessuno si accorse di nulla, nessuno ebbe il minimo dubbio che fosse realmente la guardia del corpo di Kay e sopratutto che fosse realmente una uomo.
Finita la cena Yantilus andò a dormire lasciando i due soli. Elanor fece finta di pattugliare nei giardini della casa per andare a posizionarsi sempre più vicino alla finestra dello studio di Yantilus che era al secondo piano sopra di lei ora.
Kay visitò la casa assieme a Eliedra che fece vedere anche lo studio del padre, luogo in cui Kay vide per la prima volta la Lacrima del Destino.
Un bellissimo cristallo trasparente a sei lati lungo circa trenta centimetri e largo quanto un palmo di mano era appoggiato su un cuscino all'interno di una teca di vetro.
Kay capì che era il momento di agire e attaccò Eliedra con un arma atipica per uno che sogna di diventare famoso per le sue gesta… un lungo bacio e svariate effusioni amorose colpirono Eliedra dentro lo studio del padre.
Kay chiuse la porta alle proprie spalle.
Il piano era stato studiato nei dettagli dei giorni precedenti, Kay fece bere abbastanza da intorpidire Yantilus aggiungendo al suo calice della polvere debilitantemessa a disposizione della Gilda, la sorella avrebbe pattugliato sotto la finestra fino a pochi istanti prima del rintocco delle campane che segnavano la dodicesima ora per poi spostarsi e mettere fuori combattimento gli addetti alle stalle che stavano preparando il carro di Yantilus che avrebbe dovuto lasciare la città per l'alba carico di oggetti preziosi e non.
Yantilus sapeva di aver troppi occhi puntati addosso da quando era venuto in possesso della Lacrima del Destino e che anche la sua conoscenza magica non l'avrebbe salvato dall'essere nelle mire della Gilda.
Andandosene da Westgate avrebbe fatto perdere le proprie tracce.
Il piano prevedeva che al dodicesimo rintocco Kay avrebbe dovuto sfondare la finestra per atterare sul carro sottostante guidato dalla sorella con la Lacrima del Destino in saccoccia.
Il carro si sarebbe lanciato guidato da Elanor a tutta velocità verso il cancello principale dove le guardie sarebbero state distratte da dei disordini all'esterno causati da degli emissari di Kelladion sotto la supervisione di Tanashi.
…E così fù… andò tutto liscio tranne la fuga…
Kay dopo essere atterrato sul carro che viaggiava a tutta velocità verso il cancello ancora distante guardò compiaciuto la sorella, estrasse il cristallo dalla custodia che aveva usato per avvolgerlo e con la mano ancora sanguinante per la rottura della teca di vetro che lo custodiva lo toccò.
Una scossa gli percorse il corpo dalla testa ai piedi, scossa che lo fece tremare fortemente, la mano venne rigenerata nelle ferite immediatamente, la sorella con un sorriso di soddisfazione per l'impresa riuscita perfettamente prese il Cristallo nell'altra estremità ma notò che Kay non riusciva ad aprire la mano, tremava e stringeva con tutta la sua forza quell'oggetto.
Ma questo passò in secondo piano dal momento che un urlo nel caos di questa mezzanotte venne esclamato dal mago ora furibondo…
“…MALEDETTI !!!”.
Il Mago si era teleportato proprio di fronte ai due fuggitivi che lo stavano ora praticamente caricando con un carro lanciato al massimo della velocità, situazione che però sembrava non preoccuparlo minimamente.
Aveva un fare intorpidito ma la rabbia e l'adrenalina gli fecero comunque prendere la mira e dal suo indice partì un raggio di energia azzurra che illuminò a giorno l'area buia per decine di metri.
Questo raggio partì con una forza e un rumore inaudita dal dito del mago ed era diretta proprio verso Kay che dalla paura si riparò con il cristallo che ora non si staccava più neanche dalla mano della sorella.
Il colpo era diretto al cuore di Kay ma colpì il Cristallo quasi nel centro che rimbalzò il colpo verso Yantilus che con uno sguardo terrificato non potè far altro che subire il suo stesso colpo che lo incenerì all'istante.
I cavalli che correvano al massimo delle proprie possibilità calpestarono i resti del mago in polvere che si sparsero nel proprio giardino; giardino che ora altro non era che il suo cimitero.
Nel cristallo si aprì una crepa che si diramò fino a spezzare completamente la Lacrima del Destino in due parti uguali.
Quando si ruppe del tutto, rimanendo una parte in mano a Kay ed un'altra in mano ad Elanor, sprigionò un fascio di luce in direzione della luna illuminando a giorno la buia notte di Westgate. Kay sentì un grosso boato e non vide più nulla…

Quando recuperò la vista vide il carro senza sua sorella condurlo che stava viaggiando a tutta velocità nella notte su una strada sterrata verso un immenso platano. L'impatto uccise i due cavalli e distrusse il carro.
Kay nell'impatto venne sbalzato in aria per poi atterrare malamente e svenire per il dolore…

…Aprì gli occhi sotto un sole che spaccava le pietre, intontito e dolorante alla schiena per lo scontro con il platano.
In mano aveva ancora il cristallo o meglio ciò che ne restava, una scheggia di circa quindici centimetri che emetteva uno strano vapore nel lato crepato.
Una bambina dai boccoli dorati di circa dieci anni gli versò dell'acqua fresca sul viso.
Dov'era finito? Dov'era Elanor? Perchè non era morto nel subire il potente raggio magico scaturito dalle dita del Mago?
Il padre della bambina un enorme fabbro di nome Petrus venne a recuperare Kay e gli diede un alloggio per il tempo necessario a ristabilirsi in cambio di un po' di oro che aveva sul carro, oro che fino alla sera precedente apparteneva a Yantilus e che avrebbe colato nella sua fucina visto la sconosciuta provenienza di quel conio.
Petrus il giorno seguente al ritrovamento spiegò a questo anomalo straniero dove si trovava, parole che Kay ricorda ancora oggi come l'attimo in cui le aveva sentite:
“Elfo? O a qualunque strana razza tu appartenga ti trovi a due miglia dalla Città Libera di Greyhawk, è l'anno comune del 575 e siamo nel undicesimo giorno nel mese del Buonsole, quindi riprenditi in fretta e va a vedere cos'ha questa città da offrirti…”
Dopo pochi giorni Kay si presentò al cancello della città con il carro aggiustato, registrandosi su suggerimento di Petrus come mercante proveniente da Sunndi vista la strana fattura degli oggetti caricati sul carro di Yantilus.
Passato lo scoglio della guardia cittadina Kay alloggiò a quella che sarebbe diventata la sua “casa” il Black Dragon Inn.
Qui conobbe il suo miglior confidente e amico Miklos Dare nonché socio in affari.
Kay vendette l'intero carico del carro spacciandola per arte esotica e racimolando un imponente gruzzolo che usò in parte per entrare in società con Miklos al Black Dragon taverna che stava andando un po' in decadimento.
Miklos vide in Kay un ottimo socio d'affari, qualcosa gli diceva che di li a breve il Black Dragon si sarebbe ripopolato nel bene e nel male, quello strano elfo avrebbe portato la taverna sulla bocca di tutti in poco tempo e di conseguenza dei soldi nelle sue tasche…
Con questo patto tra i due inizia una nuova vita per Kay, e, come aveva sempre sognato nei Reami, più precisamente a Westgate, sarebbe stata una vita basata sulle sue stesse forze e risorse dove nessuno gli avrebbe regalato niente.

…Una sola cosa da oggi voleva con tutte le sue forze, ritovare sua sorella Elanor

La Lacrima del Destino

Cristallo

Quando Kay e la sorella furono catapultati su Oerth, il cristallo che i due tenevano in mano si spezzo in due. Da allora Kay, sotto certe congiunzioni planetarie, riesce a vedere attraverso gli occhi della sorella.

Il cubo di Forza

La sfida per il Cubo di Forza
Anno 579 del calendario comune e se non ricordo male era il 3 di Patchwall, era un giorno bellissimo e la quiete che aleggiava attorno a me quasi mi preoccupava…
L'autunno era all'orizzonte e comodamente ero affacciato al Processional sul balcone delle mie stanze.
Guardavo la gente passare al di sotto,con il sorriso sulle labbra pronto a salutare le persone conosciute.
Era una situazione che, in periodi di calma, mi piaceva fare spesso e a volte trascorrevo più di una clessidra nel guardare i cittadini di Greyhawk andare al lavoro o tornare alle proprie abitazioni.
Amavo profondamente questa città che mi aveva adottato ormai da qualche tempo e questi attimi di pace mi facevano cogliere sfumature sempre nuove qui a Greyhawk.
Ma tutte le cose belle solitamente hanno vita breve e svaniscono come un alito di vento lasciando posto a tempi in cui i miei nervi erano tesi come la corda di un arco e le mie ore di sonno si riducevano drasticamente fino a svanire.
Tornai all'interno delle mie stanze e notai che qualcuno era entrato, il sorriso che avevo fino a pochi attimi fa, era diventato una sorta di espressione seria mista a preoccupazione.
Nelle mie stanze potenti incantamenti erano stati impressi da membri di alto rango della Gilda dei Maghi in cambio di qualche raro gingillo trovato nelle Cairn Hills.
Chiunque fosse entrato sapeva il fatto suo.
Una pergamena era appoggiata sulla mia scrivania chiusa da un nastro di raso viola.
Nella pergamena era contenuta una storia d'amore in cui era descritto un luogo sito in Greyhawk chiamato il Ponte dei Cuori Intrecciati e di un particolare fiore che cresce sulle sponde del ruscello sottostante.
Conoscevo perfettamente il posto per averci portato spesso le mie conquiste e conoscevo anche questo fiore chiamato il Cuore di Enja, su cui circolavano leggende e storie più o meno veritiere.
Era un fiore di straordinaria bellezza dal colore rosso acceso e si raccontava che i suoi petali erano utilizzati per produrre infusi dalle proprietà afrodisiache.
Ero sicuro che qualcosa era astutamente celato dietro questo messaggio.
Pensai subito potesse essere una donna visti i riferimenti romantici ma rischiare uno scontro rompendo gli incantamenti posti all'interno della mia stanza solamente per cercare di conquistarmi era piuttosto strana come situazione.
Oltretutto chiunque può conoscere i posti che frequento solitamente, la mia vita qui in città non è più tanto privata anche se godo di ottima protezione.
Qualcuna voleva conquistarmi con una mossa ad effetto e basta? Mah…
Io ero ancora più convinto che qualcosa era nascosto in questo messaggio.
Volevo cercare indizi nel luogo descritto sulla pergamena…
Andai a cogliere il fiore la sera stessa e usai i petali per creare questo infuso, pensavo che forse la condizione di estasi a cui sarei arrivato mi avrebbe portato a capire il messaggio che per ora non mi aveva ancora dato le risposte che cercavo.
Caddi in uno stato comatoso da cui mi risvegliai solo due giorni più tardi ma mi accorsi di aver rovesciato l'infuso sulla pergamena che aveva evidenziato delle lettere cambiandone la colorazione dal nero ad un rosso simile a quello dei petali del fiore.
Unite le lettere il gioco era fatto, tutto era stato decifrato.
Il messaggio era scritto nello strano codice segreto appartenente al protettore dei Ladri Olidammara e che

conoscevo pittosto bene: era una sfida.
Una donna, piuttosto “forte”, che conosce il sistema di scrittura in codice dei ladri, romantica e che mi sfida…tutto moooolto intrigante…
Le mie sparanze ora erano due: che non mi battesse in questa sfida e che fosse di un fascino inaudito visto che per l'ennesima volta avevo avuto un rifiuto da parte di Fioranna Aielestriel nei giorni precedenti.
Mi sarei dovuto presentare a Dyvers per l'annuale esposizione di oggetti d'arte di Bollodin Sarkin, un ricchissimo mercante che annualmente faceva una sorta di sfarzosissimo ricevimento in cui le più prestigiose personalità erano invitate a vedere la sua collezione unica ed invidiabile di oggetti proveniente dagli angoli più disparati di Oerth.
La sfida consisteva nell'appropriarsi di un oggetto di forma cubica di ottone e dalle sconosciute proprietà magiche.
All'undicesimo rintocco del campanile della chiesa di Pelor la gara sarebbe terminata.
Ovviamente ero stato invitato ufficialmente dallo stesso Bollodin prima che mi arrivasse il messaggio in codice ma avevo declinato l'invito visto che non ero mancato neanche una volta negli ultimi due anni e volevo godermi un po di sana e meritata quiete.
La lista degli oggetti della mostra aveva pressochè gli stessi pezzi degli anni precedenti se non per una nuovo arrivato nella fantastica collezione di Bollodin: uno strano Cubo d'ottone finemente lavorato da qualche incisore gnomo.
Tutto ciò però non aveva suscitato abbastanza interesse in me e poi ero sicuro che avrei rivisto il Cubo l'anno seguente. L'esposizione annuale di Sarkin era un pretesto per molti invitati a mettere in luce il proprio status sociale e le proprie ricchezze nonché per farsi una grossa abbuffata di cibi e vini con le portate più prelibate alle spalle del povero Bollodin.
Avevo presenziato sempre volentieri anche per ridere alle spalle di ricchi mercanti che arrivavano con ragazze più giovani di venti forse trent'anni.
Questi mercanti inoltre avevano il gusto più pessimo nel vestire lo sfarzo estremo.
L'anno precedente attirai tutte le attenzioni presentandomi insieme all'amico Vesper… beh che dire…facemmo letteralmente impazzire tutte le ospiti del gentil sesso attirando le invidie e le ire degli uomini presenti…
Ma questa sfida era per me una cosa a cui moralmente non potevo rinunciare, chi l'aveva creata mi conosceva bene e probabilmente mi aveva studiato, dovetti quindi cambiare i miei imminenti piani di totale riposo per precipitarmi immediatamente a Dyvers a fronteggiare questa suggestiva sfida.
La mostra sarebbe stata tra una settimana, il 10 di Patchwall ed in mezzo ci dovevo mettere anche il viaggio!!!
Chi mi aveva proposto la sfida mi aveva messo anche in condizione di non aver tanti giorni per poter preparare un piano che mi permettesse di mettere le mani sul Cubo.
Arrivai tre giorni prima della mostra a Dyvers, dove alloggiai nella miglior taverna della città chiamata il Giglio di Cristallo.
Come tutte le volte in cui dovetti fare un furto, spiare una persona o attuare una qualsiasi missione di ricognizione andai a “studiare” il luogo: corruppi un cartografo del catasto e mi feci trovare una mappa dettagliata della magione di Sarkin, mi travestii da sarto effeminato andando in persona a fare l'allestimento all'interno della casa di Bollodin, questo lo feci sopratutto per crearmi delle zone e dei nascondigli con le immense tende appositamente aquistate dal mercante.
Volevo controllare ciò che sarebbe cambiato nel particolare giorno della mostra, quante guardie erano state assoldate e come si muovevano, dove sarebbe stato esposto il Cubo e sopratutto un piano che avrebbe dovuto portarmi ad una via di fuga che non desse nell'occhio poiché dopo l'eventuale furto avrei dovuto

ricomparire alla mostra come se nulla fosse successo.
Era una situazione tanto difficile quanto attraente.
Non conoscere il mio diretto avversario mi metteva a disagio e in una posizione di netto svantaggio nella riuscita dell'impresa, non avere i suoi stessi giorni per imbastire un piano era un problema che non potevo risolvere, ma ci volevo provare, mi volevo mettere alla prova e smascherare la figura che aveva organizzato tutto ciò.
Venne il fatidico giorno della mostra ma la giornata non era delle migliori data una fitta pioggia che cadeva incessantemente.
Finemente vestito e profumato mi presentai alla magione di Sarkin, dove venni accolto e presentato dal padrone di casa ad alcuni altri ospiti.
Inutile dire che da subito nell'immenso salone con lo sguardo cercavo un segno di incertezza negli invitati qualcosa che mi facesse capire chi era il mio avversario e da chi mi sarei dovuto guardare le spalle o temere.
…Nulla…
Chi mi aveva sfidato era un professionista.
Andai verso il Cubo che era custodito su una mensola di vetro in fondo alla sala senza altri oggetti intorno come a significare che la reale attrazione della serata era proprio questo oggetto.
Ai lati della mensola due guardie in armatura pesante.
Arrivai ad un passo per vederlo da vicino…incredibile, lo gnomo che lo aveva scolpito aveva fatto un lavoro unico.
Ogni lato aveva un simbolo diverso.
Indietreggiai di sette passi.
Erano passate circa otto ore dopo la clessidra di mezzogiorno e me ne rimanevano appena tre per escogitare qualcosa…
Pensai…tiro fuori la moneta impregnata da un incantesimo di Oscurità, una Corona d'Oro di Ahlissa, la getto senza dare nell'occhio sul pavimento per poi contare i sette passi che mi separano dal Cubo lo prendo e lo metto dentro un vassoio chiuso d'argento di quelli usati per portare le pietanze dai camerieri che lo avrebbe richiuso non appena sarebbe avvenuto il passaggio.
Ovviamente il cameriere era un mio complice pagato e ancor più strapagato per portare il vassoio e versarne il contenuto nel bidone dei rifiuti, dove sarebbe stato al sicuro da ogni controllo visto che in quell'area dove vengono ammassati gli scarti di cibo solo qualche cane randagio fruga e di sicuro non sarebbe interessato ad un Cubo d'ottone.
Probabilmente avrei avuto più di qualche attimo poiché i due maghi che erano stati assoldati per controllare l'intero ricevimento ci avrebbero messo qualche istante per realizzare che si trattava di un incantesimo di Oscurità e lanciare quindi un controincantesimo di Luce.
Passò un'altra ora in cui riuscii a far bere i due maghi, un solo brindisi, il massimo a loro consentito in servizio, ma un brindisi modificato da una polvere regalatami da Vesper.
Questa polvere non era potente a tal punto da debilitare i due maghi visto che l'unico brindisi gliel'avevo offerto io non volevo rischiare di essere incolpato.
Vesper mi disse che serviva per aumentare notevolmente gli effetti del vino e null'altro.
Abilmente la versai nei loro bicchieri per notare qualche minuto più tardi le loro pupille aprirsi e chiudersi senza controllo.
…Sorrisi…
Tornai ai sette fatidici passi dal Cubo dove mi intrattenni a parlare con una donna che aveva talmente tanti

soldi da comprare Me, il Black Dragon e anche Miklos tutti assieme senza battere ciglio ma la sua ricchezza era proporzionale a quanto era brutta e grassa.
…Mi voleva…
Prendevo tempo durante le proposte sessuali della riccona senza distogliere i miei occhi dal Cubo quando notai che dietro questo oggetto dal muro mi sembrava essersi smossa della polvere da una delle pietre.
Aguzzai quanto più possibile la mia vista per notare che in senso circolare per tutto il perimetro attorno a quella precisa pietra della polvere sottilissima cadeva, ma era talmente fine che sembrava non succedere nulla.
Le guardie in armatura pesante non avrebbero mai potuto notare una cosa del genere tanto meno con un elmo in testa.
Il mio sfidante stava agendo dall'altra parte del muro.
Ormai mancava meno di un'ora agli undici rintocchi della sacra chiesa di Pelor.
Senti il boato di un fulmine che squarciò il tono generale molto alto del ricevimento.
Tutti si girarono verso il cortile dove sembrava essere caduto il fulmine tranne me che avevo di fronte le due Guardie il Cubo ed un braccio che usciva da un buco nel muro creato da una pietra mancante.
La mano, sicuramente di donna, aveva un anello a forma del fiore chiamato Cuore di Enja e dopo aver appoggiato la pietra sulla teca di vetro calò la più totale oscurità.
Quell'anello era impregnato della stessa magia di Oscurità che io avevo sulla Corona d'Oro di Ahlissa.
…Buio…
Dallo schianto del fulmine la ricchissima cicciona mi era balzata addosso facendomi crollare a terra.
Avevo una balena degna dei mari del Nord avvinghiata a me e in un solo istante avevo perso il fiato e il conto dei sette passi che mi sarebbero serviti per arrivare con precisione nei pressi del Cubo.
Riuscii a rotolare di lato per sentire di essere arrivato con la schiena contro uno dei due gradini che portavano alla mensola su cui era appoggiato il Cubo.
Sentivo i maghi che pronunciavano il loro incantamento per riportare la luce e le due guardie che apochi centimetri da me sbracciavano con la mano libera per sentire se qualcuno si avvicinava alla mensola da loro custodita.
Troppi anni di estenuanti esercizi non fecero si che questo diventasse un problema,avevo imparato a essere un “gatto fantasma” da quanto ero silenzioso, agile e preciso nelle movenze.
Schivai due volte le braccia delle guardie per poi mettermi al di sotto della mensola di vetro e alla cieca sentire dove si trovava il Cubo.
Incontrai una mano che stava sondando la mensola, sentii l'anello a forma di fiore e poi la pelle, soffice come la seta ma non era il momento di fare effusioni dovevo vincere una sfida.
Nello stesso istante trovammo tutti e due il Cubo, ma riuscii ad avere un battito di ciglia di vantaggio per strapparlo alla mia sfidante.
Rotolai giù dai due scalini per alzarmi in piedi ed emettere un forte colpo di tosse che venne ricambiato da un altro colpo di tosse del cameriere.
Capii immediatamente da dove proveniva feci un balzoin quella direzione per poi alzare la campana d'argento e metterci all'interno il Cubo tra carni e insalate varie.
Sentii uno dei due maghi pronunciare:
…“Shi”…
Mi rotolai verso la ricca cicciona che non aveva smesso di urlare frasi del tipo:
“mi avrai tutta per te” oppure “sarò tutta tua stanotte”,”prendimi”..
…”lleh”…

Abbracciai la ricca cicciona a terra appena un attimo prima che…
…”lagh”… la luce tornò.
Il cameriere si dileguò in fretta e furia verso le cucine per poi raggiungere il retro della magione Sarkin.
Partirono una serie di indagini che però non portarono a nulla.
La grande campana zitti il trambusto che era venutosi a creare con undici rintocchi dalla cadenza lenta.
La sfida era finita.
Kay sentiva di aver vinto ma voleva aspettare a cantar vittoria di avere il Cubo in mano.
Appurata la sua innocenza che aveva nella ricca cicciona il suo alibi più ferreo.
Salutai con fare dispiaciuto e rammaricato per l'accaduto Bollodin Sarkin invitandolo a passare dal Black Dragon.
Appena uscito dal portone principale che dava sulla strada costeggiai le mura della magione fino a raggiungere un vicolo cieco dove mi cambiai di abito per essere mimetico nelle ombre create dalle luci dei lampioni.
Scavalcai senza alcun problema le mura per raggiungere invisibile il posto allestito per i rifiuti.
Controllai i bidoni, nulla…
Uno dei due cani che stavano spargendo il cibo in questo angolo di possedimento Sarkin uscì da un piccolo buco alla base di un muro che dava all'esterno, l'altro mi fece compagnia.
Misi sottosopra più e più volte la serie di rifiuti ma nulla, del Cubo non c'era la minima traccia.
La probabile vittoria si era trasformata in una bruciante sconfitta, l'unica mia speranza era che non fosse capitato nelle mani del mio sfidante.
Decisi di andare a dormire nella mia stanza al Giglio di Cristallo, ma non mi davo pace, qualcosa era andato storto.
Forse il cameriere non era riuscito a liberarsi di occhi indiscreti e aveva tenuto il Cubo per poi consegnarmelo il giorno seguente, forse il mio sfidante aveva intercettato il cubo, insomma, mille cose potevano essere successe…
La sera faticai a prendere sonno, i miei pensieri erano tutti rivolti al ricevimento che stavo cercando di rivivere attimo per attimo.
Di una cosa sola mi accorsi la mano che aveva toccato quella del mio sfidante odorava di uno strano profumo,
come se qualcosa gli fosse stata versata sopra.
Effettivamente ad una cosa avevo dato poco peso, il cane che era rimasto al mio fianco a frugare tra i rifiuti non m i lasciò in pace fino a che non mi tolsi il guanto per lasciarglielo mordere e portar via.
Pensavo che quel bastardo randagio volesse solo giocare ma che stupido!!!
Quei dannati cani erano stati addestrati a cercare quel profumo pungente tra bidoni e bidoni di rifiuti, il primo aveva trovato il Cubo e lo aveva portato fuori dal buco, il secondo mi aveva costretto a rimanere li tra i rifiuti.
Il profumo era stato versato nel momento di Oscurità sia sulla mia mano che sul Cubo.
…ero stato sconfitto ma ancor di più beffeggiato…
Un ladro che usa il piano di un altro ladro per ottenere la refurtiva e quindi il successo sopratutto se in una sfida nel “nostro mestiere” è considerato un Genio.
Potevo solo tornare a Greyhawk sperando non si spargesse la voce tra i nostri simili.
La mattina decisi di andare a fare un giro per il mercato della citta prima di ripartire per Greyhawk.
Tra una bancarella e l'altra i miei occhi videro uno dei due cani che la sera precedente erano tra i rifiuti della magione Sarkin.

Lo seguii ma lui non si faceva prendere, mi condusse per svariate vie fino a portarmi in una zona dove le abitazioni erano molto fitte e non propriamente per benestanti.
Arrivai davanti ad una porta socchiusa dove il cane entrò scostandola col corpo.
Entrai e vidi una stanza piuttosto spoglia e umida che conduceva ad un'altra stanza con un camino acceso ed una grossa sedia a dondolo in legno.
Una figura femminile rinchiusa in un mantello con cappuccio di raso nero si dondolava guardando nella mia direzione.
Il cappuccio era alzato e non potevo vederla, vedevo solo una bocca molto attraente e dei lunghi capelli castani.
“Dunque il famoso Demone è stato sconfitto, colui del quale si dice non avere rivali in abilità ha perso… come mi dispiace…” e scoppiò in una grossa risata.
“Vedi, il titolo di miglior ladro delle Flanaess che con le tue imprese hai voluto insediarmi o meglio oscurare è stato ripreso con la stessa Oscurità, un piccolo incantamento, un profumo e un bastardo cane randagio…”
“Non sei nulla caro il mio Kay”
Non avevo la forza di controbattere tutto ciò che aveva detto finora era la verità nient'altro che la verità.
Le uniche parole che mi uscirono furono nel riconoscere la sua vittoria:
“Onore a te, onore alla vincitrice” e mi girai come per andarmene.
La porta alle mie spalle si chiuse ad un gesto della sua mano.
Si alzò e mi venne incontro e quando si abbassò il cappuccio mi mancò il fiato per qualche istante, una donna di media altezza di circa ventidue anni dai lunghi capelli castani e dagli occhi di un intenso grigio mi aveva rubato il Cubo la sera precedente ma ancor di più mi aveva rubato il cuore e la mente in questo preciso istante.
Mi baciò puntandomi la lama di un pugnale alla gola e guardandomi negli occhi mi disse:
“Da questo momento Kay tu sei mio e mio soltanto, la tua mente ed il tuo cuore mi appartengono come i miei appartengono a te e se solo verrò a sapere che avrai qualcun'altra sarà l'inizio della tua fine”
Premette la lama sulla mia gola fino a far uscire un rigolo di sangue che con un baciò asciugò.
Fino al mattino seguente facemmo l'amore, e quando disse che dovevamo momentaneamente separarci le scese una lacrima.
Si sarebbe fatta viva lei al Black Dragon.
Ritornai al Giglio di Cristallo per prendere le mie cose e rimettermi in cammino per la città di Greyhawk.
Durante il viaggio, stranamente calmo, frugai nella mia sacca in cerca della borraccia e sentii uno strano oggetto al suo fianco di forma cubica e di un materiale metallico.
Nel tirarlo fuori rimasi stupito nel vedere il Cubo di Forza tra le mie mani, mi aveva donato il suo trofeo, la sua vittoria, mi aveva dedicato la sua impresa sapendo che quell'oggetto mi avrebbe salvato la vita più e più volte per riportarmi da lei sano e salvo…
Mi aveva dedicato il suo amore con un gesto.
Sorrisi di conforto e continuai il mio viaggio alla volta del Black Dragon.

Scheda del Personaggio

Kay Demon
Male gold elf rogue 11/monk 2/guild thief 3
NG Medium humanoid (elf)
Init +5; Senses low-light vision; Perception +1
DEFENSE
AC 23, touch 17, flat-footed 18 (+6 armor, +5 Dex, +2 ring) +3 vs traps; Improved Uncanny Dodge
hp 122 (16d8+48); Defensive Roll
Fort +6, Ref +12, Will +2; +2 against enchantment, Evasion, +3 vs traps
Defensive Abilities evasion; Immune sleep
OFFENSE
Spd 30 ft.; Fast Stealth
Melee +19/+14/+9 Skyblade (1d4+8/19–20)
Melee +14/+9/+4 blade boots (1d4+3/19-20) (not while wearing elven boots)
Melee +14/+9/+4 unarmed attack (1d6+3)
Melee +14 garrote (1d6+3/18-20) grapple
Ranged +21 Skyblade(1d4+8/19-20)
Ranged +19 dart +3 (1d4+6/19-20)
Ranged +20 dart +4 (1d4+7/19-20)
Ranged +16 hand crossbow (1d4/19-20), range incr. 30’
Special Attacks rogue talents, sneak attack (8d6)
STATISTICS
Str 16, Dex 20, Con 16, Int 13, Wis 9, Cha 20/22
Base Atk +11; CMB +14; CMD 29
Feats Agile Maneuvers, Catch Off-Guard, Deadly Aim, Defensive Combat Training, Dodge, Improved Unarmed Strike, Mobility, Roof Jumper, Stunning Fist, Unarmed Attack, Unearthly Beauty, Weapon Finesse, Weapon Focus (dagger), Wind Stance
Skills Acrobatics +23*, Appraise +9, Bluff +13, Climb +13, Diplomacy +18, Disable Device +18 (+23 trapfinding), Disguise +9, Escape Artist +19, Fly +5, Heal -1, Intimidate +6, Knowledge (Local) + 9, Linguistics +8, Perception +1 (+6 trapfinding), Perform (dancing) +14, Perform (Mandolin) +11, Ride +13, Sense Motive +11, Sleight of Hand +16, Stealth +23, Survival -1, Swim +9, Use Magic Device +13. Armor Check Penalty -2.
Languages** Common, Olven, Thieves’ Cant, Sylvan, Auran, Old Oeridian, Suloise, Dwur
SQ trapfinding +5
Combat Gear ring of blink, potion of invisibility, potion of rainbow hues, cube of force;
Other Gear Skyblade, bracers of armor +7, ring of protection +2, Kay’s elven chainmail, hat of disguise, bag of holding, kay’s black key, hair of the nymph, deck of many things, lacrima del destino, hand crossbow with 23 bolts, 2 bolts with drow poison (DC 13 or unconscious 2d4 hours), blade boots, locket bones, zaino, kit da pasto, 50’ di corda di seta, torcia, coperta, 2 sacchi grandi, manette, miniblade, tinta per faccia, veleno “lacrime di morte” (DC 22 vs Fortitude, CON 1d6 x 5 round, ingested), caltrop, pasticche per cani, tenda, borraccia, fiala di acido drow, abito aderente in seta near, abito aderente in seta mimetic, lacci per capelli, guanti tagliati neri, scarsella, 45 cp, 8 sp, 16 ep, 156 gp, gemme per 12.000 pp, 1 lunaria da 100 gp, un occhio di demone da 12.000 gp.

Flurry of Blows: 1d6 +0/+0
Evasion (Ex): bonus monk
Sneak Attack +8d6
Trapfinding +5 Perception and Disable Device rolls against traps.
Fast Stealth (Ex): This ability allows a rogue to move at full speed using the Stealth skill without penalty.
Finesse Rogue (Ex): A rogue that selects this talent gains Weapon Finesse as a bonus feat.
Ledge Walker (Ex): This ability allows a rogue to move along narrow surfaces at full speed using the Acrobatics skill without penalty. In addition, a rogue with this talent is not f lat-footed when using Acrobatics to move along narrow surfaces.
Quick Disable (Ex): It takes a rogue with this ability half the normal amount of time to disable a trap using the Disable Device skill (minimum 1 round).
Stand Up (Ex): A rogue with this ability can stand up from a prone position as a free action. This still provokes attacks of opportunity for standing up while threatened by a foe.
Defensive Roll (Ex): With this advanced talent, the rogue can roll with a potentially lethal blow to take less damage from it than she otherwise would. Once per day, when she would be reduced to 0 or fewer hit points by damage in combat (from a weapon or other blow, not a spell or special ability), the rogue can attempt to roll with the damage. To use this ability, the rogue must attempt a Ref lex saving throw (DC = damage dealt). If the save succeeds, she takes only half damage from the blow; if it fails, she takes full damage. She must be aware of the attack and able to react to it in order to execute her defensive roll—if she is denied her Dexterity bonus to AC, she can’t use this ability. Since this effect would not normally allow a character to make a Ref lex save for half damage, the rogue’s evasion ability does not apply to the defensive roll.
Trap Sense (Ex): +1 bonus on Ref lex saves made to avoid traps and a +3 dodge bonus to AC against attacks made by traps.
Improved Uncanny Dodge (Ex): A rogue of 8th level or higher can no longer be flanked.
Doublespeak (Ex): +2 Bluff, Diplomacy, Sense Motive (guild rogue)
Reputation (Ex): +1 rolls in greyhawk (totale +3 con il black dragon)

Equipaggiamento di Kay al 1/1/596 CY

• ARMOR: Kay's Elven Chain Mail: speciale, permette un bonus massimo di destrezza di +5
• FEET: Boots of Elvenkind: +5 alla skill Acrobatics
• SHOULDERS: Cloak of Elvenkind: +5 alla skill Stealth
• RING: Ring of Blink: permette di lanciare l’incantesimo Blink a volontà
• RING: Ring of Protection +2: +2 Bonus di Deflection all’AC)
• HEAD: Hat of Disguise: permette di lanciare l’incantesimo Disguise Self a volontà
• HANDS: Bracers of Armor +7: +7 Bonus di Armor all’AC)
• WEAPON: Skyblade
• WEAPON: Pugnale da lancio
• WEAPON: Balestra leggera
• WEAPON: Garrota
• AMMUNITION: 20 quadrelli per balestra leggera
• AMMUNITION: 2 dardi con veleno drow
Bag of Holding contenente
- Kay's Black Key: 9 cariche, può lanciare Mage Lock e Hold Portal
- Hair of the Nymph: (+4 alla carettristica Charisma)
- Deck of Many Things:
- Potion of Invisibility:
- Potion of Rainbow Hues:
- Cube of Force con 36 cariche
- Kay's Crystal Shard permette a Kay di vedere quello che vede la propria sorella - vedi sopra
- decanter of endless water: "Cailin", "Cara", "Madra"
- blade boots (sostituirebbero I Boots of Elvenkind)
- locket bones
- uno zaino di scorta
- kit da pasto
- 50’ di corda di seta
- torcia
- coperta
- 2 sacchi grandi
- manette
- miniblade
- tinta per faccia
- veleno “lacrime di morte”: DC 22 vs Fortitude, CON 1d6 x 5 round, ingested
- caltrop
- pasticche per cani
- tenda
- borraccia
- fiala di acido drow
- Abito aderente in seta nera
- Abito aderente in seta mimetica
- lacci per capelli
- guanti tagliati neri
Scarsella con 45 cp, 8 sp, 16 ep, 156 gp, gemme per 12.000 pp, 1 lunaria da 100 gp, un occhio di demone da 12.000 gp

Abbigliamento (possibili combinazioni di abiti a seconda delle situazioni)

• Night Outfit: Abito aderente in seta nera, cappello, lacci per capelli
• Outdoor Outfit: Abito aderente in seta mimetica, cappello, guanti tagliati neri
• City Outfit: Cappello con piuma

Cache in Greyhawk

- 6.000 gp in preziosi
- 45.987 gp
- 2.284 gp
- 184 ep
- 13.500 cp
- 1 cocchio nero decorato da 7.000 gp
- 2 botiglie di vino di Saerloon

*nuovo feat

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